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Addestramento oltre la moda: Cosa NON ERA Sparta

Riflessioni tra Allenamento e Guerrieri Spartani

L’Arte della Guerra è sempre stata oggetto di molte discussioni, da quelle filosofiche ad altre più pratiche. Lo diventa ancor di più quando si parla dello stereotipo costruito sui Combattenti di Sparta.

Ad oggi il mondo cinematografico riveste un ruolo primario in questo senso. Infatti, parlando di allenamento e discipline marziali, capita frequentemente di ascoltare gente che inizia a far nomi di attori. Personaggi che recitano un ruolo e danno vita a vere e proprie epopee, alla stregua della chiesa che continua ad imporre la sua legge in nome di un Dio immaginario.

Spesso si finisce per relegare il “sapere teorico e pratico” ad una serie di films di stampo commerciale, allontanandosi abissalmente dalla “sostanza” dell’argomento.

Sparta ed i suoi uomini sono un’emblema della nostra storia, e chiaramente non sono stati risparmiati da questo processo.

La fama di questi formidabili guerrieri è molto nota in tutto il globo, e nel corso del tempo si sono creati svariati miti che mancano di episteme. Leggende che non hanno alcuna base solida ma che hanno comunque alimentato un marketing di successo.

In realtá abbiamo a disposizione molti dati utili per analizzare CHI NON ERANO GLI SPARTANI.

 

Gli Spartani NON ERANO body builders, crossfittari o maniaci dell’allenamento funzionale

Per capire quanto detto, dovremmo dimenticare una volta per tutte le Spartan Races, il film 300 ed i suoi simili.

Questi soldati erano magri e nerboruti; mediamente bassi di statura.

Niente masse muscolari tipiche di persone affette da bigoressia e manie di grossezza (una patologia a tutti gli effetti, scientificamente provata).

Gli Spartani si esercitavano esclusivamente per Combattere. Questo era l’unico fine.

La gestualitá era indirizzata verso uno scopo ben preciso: abbattere il nemico. Movimenti calibrati, succinti e concreti con scudo (circa 8kg di peso), lancia, spada e mani nude; tutto da ripetere all’inverosimile. Può sembrare decisamente noioso e bucolico, ma è tutto qui.

Per migliorare le loro attitudini erano Maestri della Ripetizione, non erano “epicamente indirizzati” ma “praticamente epici”; al Sapere ci si arrivava mediante il Fare.

 

Sparta

 

Gli Spartani NON ERANO dipendenti dalle ideologie dietetiche

Nessun programma iperproteico, niente integratori, niente farmaci. Nessun “Fake Leonida” nelle vesti di Mr. Olimpia.

Erano guerrieri pronti ad affrontare lunghissime marce a stomaco vuoto. Si allenavano al digiuno e bevevano sangue di maiale per zittire i morsi della fame. Sin da piccoli erano addestrati ad essere frugali. Erano volutamente lasciati nudi e senza viveri; costretti a rubare pur di sopravvivere e, se scoperti, venivano sottoposti a severe punizioni, corporali e non.

Spesso mangiavano una sola volta al giorno. Il piatto tipico era il Brodo Nero: una maleodorante zuppa di maiale resa scura dalla mescola di vino e sanguinaccio.

 

Gli Spartani NON ERANO solisti

Si dice che uno spartano eguagliasse la presenza di dieci uomini. Questo non significa che un guerriero spartano avrebbe avuto la meglio contro 10 soldati abili e arruolati.

Questa affermazione diventa vera soltanto quando prendiamo in considerazione la tattica di Guerra tipica di questo popolo. Gli spartani combattevano schierati in una falange, dove ognuno aveva il compito prioritario di coprire il compagno al suo fianco.

La forza degli spartani era nel gruppo e nel modo di addestrarlo. Tutti erano utili ma nessuno era indispensabile o insostituibile. Morto un generale o un re, uno qualsiasi di loro avrebbe potuto prenderne il ruolo se necessario. Tutti leaders per una sola causa: la difesa e la prosperitá di Sparta.

 

Gli Spartani NON ERANO motivatori

Le descrizioni dettagliate di Xenofonte, Plutarco, ed altri, lasciano trapelare l’unicitá di Sparta.

Il “Battesimo” degli spartani era chiamato Agogè. Come detto prima erano da subito messi in condizioni estreme: O Sopravvivi o Muori. Allenando questa qualitá ogni singolo cittadino spartano era motivato di suo.

Con questo ultimo pensiero mi auguro di aver dato qualche spunto di riflessione a tutti gli estimatori e praticanti di queste discipline.

L’invito è quello di cercare dentro se l’alternanza tra causa ed effetto rispetto a cio che viviamo e per il quale proviamo attrazione.  Non cedere il passo alle mode ed istruire il proprio coraggio per vedere le cose esattamente come sono.

 

Questo è il mio scudo

Lo porto con me in battaglia ma non è solo mio.

Protegge mio fratello sulla sinistra.

Protegge la mia città.

Farò in modo che mio fratello sia sempre sotto la sua ombra

e che la mia città sia sempre al riparo di esso.

Morirò con il mio scudo guardando in faccia il nemico.

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