Muay Experience

Arti Marziali: quando il Buddismo sale in cattedra!

Filosofia e Didattica nelle Arti Marziali

In uno dei precedenti articoli ho affrontato la differenza dei metodi di insegnamento tra le arti marziali Muay Chaiya e Jerng ( Guarda il video ).

Attraverso la didattica utilizzata è possibile notare la varietà di natura filosofica che intercorre tra le diverse discipline, e non solo. In base al profilo psicologico e fisico del praticante si possono tracciare delle linee guida per favorire i processi di apprendimento.

Per rendere più semplice la comprensione di questo concetto, porterò  l’esempio delle due correnti maggiori di buddismo: Theravada e Mahayana.

Il buddismo, corrente filosofica e spirituale proveniente dall’India, ha definito in maniera importante il corpo di determinate pratiche di matrice asiatica.

Resta perciò  fondamentale comprenderne i contenuti in essenza, in quanto è molto alto il rischio di perdersi in astrazioni di vario genere.

Per tradurre le note metafisiche di questo messaggio costruirò una proporzione.

Buddismo Theravada : Scrivania Vuota = Buddismo Mahayana : Scrivania Piena

Cosa vorrà mai dire?? Veniamo al sodo!

Immaginiamo di avere una scrivania completamente vuota. Devo iniziare il mio lavoro e devo scegliere con cura tutti gli strumenti che mi servono per portarlo a termine.

Per fare una scelta funzionale necessito di molta concentrazione. Data la mia preferenza nell’avere spazi liberi e puliti, mi prendo tutto il tempo per valutare ciò di cui ho realmente bisogno. È un’azione che si muove dal centro verso le estremità. Perciò andrò a porre sul ripiano soltanto ciò che mi serve per quel determinato compito: Buddismo Theravada.

Immaginiamo invece di dover iniziare un lavoro e di mettere tutti gli oggetti a disposizione sulla scrivania.

Ora necessito senz’altro di molta pazienza per ripulire il ripiano da tutto ciò che non è adatto a quel dato compito. Questa operazione si basa sul principio di esclusione. Man mano che passano gli oggetti tre le mie mani, elimino tutto cio che non mi serve per rendere piu snello ed efficace il mio lavoro.

Preferisco esperire tutto, e soltanto dopo evito il superfluo: un’azione che si muove dalle estremità verso il centro (molto vicino al pensiero occidentale). Buddismo Mahayana.

Nonostante siano percorsi marcatamente differenti, è possibile intuire come questi principi siano accomunati da un unico scopo:  vedere e vivere le cose per come sono realmente.

Al contempo, per quanto un modello possa offrire ottimi spunti, si può incappare nell’errore frequente di identificarci in qualcosa di esterno a noi stessi fuorviando dalla nostra vera indole, magari solo perchè in molti l’hanno definito un “modo utile”.

E’ anche vero che spesso viene commesso l’errore opposto. Ovvero quello di sentirsi fautori di ipotetiche innovazioni in una qualsiasi disciplina essa sia, senza mai aver appreso le basi portanti della stessa.

Da oriente si udì “Se tendi troppo la corda si spezzerà, se non la tendi abbastanza non suonerà”. In occidente esortavano “In media stat virtus”.

Ma come fare per riuscire a scoprire quale sia l’entità di questa Via di Mezzo??

Nessuno ha la ricetta magica per tutti, ed ognuno può senz’altro arrivare a trovare la propria personale.

Per rendere accessibili ed applicabili certi principi, un’insegnante dovrebbe aver studiato e sperimentato (su se stesso e su altri) la veridicità di entrambi i metodi: nella stessa maniera in cui fa un vasaio diceva Platone. Di fatti gli artigiani di quei tempi usavano percuotere i vasi con le nocche della mano per vedere se il materiale utilizzato per costruirli fosse di reale bronzo oppure no.

Sentiamo spesso dire “Pratico questo da 20 anni, quest’altro da 30, i principi son quelli, ho anche il diploma firmato dal maestro, campione, etc”.

Gli anni di allenamento e le certificazioni non sempre sono sinonimo di Professionalità e Preparazione. Caratteristiche che invece vengono perfettamente manifestate dalla Competenza di Fatto, che si esprime in totale semplicità, e che non ha bisogno di alcuna ostentazione.

Da un frasario del genere, oltre alle limitazioni oggettive che non necessitano di spiegazioni, si intravedono chiaramente espressioni egoiche gravemente insufficienti alla voce “Onestà Intellettuale”.

Questo porta ad una nuova acquisizione e quindi alla proposta di un “nuovo sistema di credenze”, riconducendo sempre allo stesso punto.

Un praticante (esperto o principiante che sia), dovrebbe allenarsi per il gusto di farlo, come se non ci fosse un domani.

In questo modo non potrebbero mai esistere “arrivismi” di alcun genere. Ambizioni che molto spesso precludono la possibilità di entrare nel cuore di uno specifico argomento, e che evidenziano la volontà di intrappolarlo nelle reti della propria restrizione visiva.

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