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Arti Marziali: La Visione di Pinocchio

Cosa avranno mai in comune Pinocchio e le Arti Marziali?

Forse non tutti sanno che la fiaba di Pinocchio, scritta dal celebre Carlo Collodi, è un vero e proprio racconto iniziatico.

Non parlo di visioni trascendentali o troppo astratte da essere afferrate.

Questa storia riporta i dettagli della “strada” che ogni essere umano si ritrova a percorrere durante l’esistenza. Riprende parti importanti del pensiero di Socrate, famoso per la sua “Dotta Ignoranza”.

Il filosofo in questione sottolineava il fatto di “Sapere di non sapere”, in questo senso gli veniva riconosciuta una saggezza di fondo.

Nella Maieutica, Socrate afferma di essere un ostetrico di anime. Sosteneva che l’uomo è chiamato a nascere due volte: la prima dall’utero della mamma e la seconda dall’utero del mondo. Ma non sempre ci sono le condizioni affinchè questo accada.

Alla stessa maniera avviene per Pinocchio, nato dalle mani “divine” di Geppetto

Pinocchio è ancora un semplice “burattino di legno” in balia dei desideri, tra vanaglorie e frustrazioni. Dopo mille peripezie, bugie, sotterfugi ed inganni, “L’uomo non ancora Uomo” incontrerá  la sua stessa sostanza all’interno di una balena (vedi anche il Mito della Caverna di Platone).

Il confronto che avviene tra Geppetto e Pinocchio rappresenta l’uomo che riconosce la sua parte divina. Un evento che segna la disfatta del Matrix: potrá finalmente rinascere consapevolmente in “carne ed ossa”.

Questo potere spirituale viene incarnato dalla Fata Turchina, genialmente affiancata dalla voce coscenziosa del Grillo Parlante.

Ma in che modo tutto questo si riconduce alle Arti Marziali? In che maniera tutta questa teoria si traduce in pratica?

Proprio come Pinocchio, il praticante di Arti Marziali è spesso persuaso di sapere, di conoscere, di poter intepretare tutto come gli capita a tiro.

Spesso pensa di essere esperto soltanto perchè fa quella cosa da molti anni. Si convince di padroneggiare la tecnica semplicemente avendola vista. Procede per imitazioni, finisce per creare altre illusioni, che vanno accatastandosi e chiudendosi su ste stesse come le matriosche.

Da fuori si vede come un portento, eppure il suo essere robotico, macchinoso, impacciato nell’ostentare ipotetiche personalizzazioni è sotto gli occhi di ogni buon intenditore.

La voce della coscienza gli sussura “Tu non conosci fino in fondo questa cosa eppure ti intestardisci a voler far credere che funzioni. Inganni te stesso per amore del tuo orgoglio egoico, non osservi il tuo stato attuale e quello di ogni altra cosa.”

E via nel seguire imperterrito il “Gatto e la Volpe”, ricadendo puntualmente nelle fauci del tremendo Mangiafuoco, colui che sa solo fagocitare ed è totalmente incapace di auscultare. Parti di se alle quali ci si relega pur di non affrontare la realtá, cioè quella di non voler osservare lo stato maldestro dei propri istinti.

Arti Marziali

Architetta e costruisce una bugia dietro l’altra per ingannare se stesso e di riflesso il suo interlocutore. Rifiuta categoricamente ogni consiglio e confonde questa rigiditá di fondo con l’essere fermo ed equilibrato.

Quanto più paventa questo comportamento maggiore è la presa dei “fili” che lo muovono, alla stregua di una marionetta.

Un susseguirsi di vicende che lo conducono dritto nelle sabbie mobili del narcisismo, dalle quali ognuno dovrá decidere se lasciarsi andare oppure trovare le giusta motivazione e cavarsene fuori.

Non è solo una questione teorica. Riguarda proprio l’onestá con la quale decidiamo cosa allenare e come farlo.

L’Arte Marziale vive di coscienza propria, forgiata in migliaia di anni di battaglie evolutive tra rinunce, sofferenza e privazioni. Per far rivivere questa coscienza in noi è necessario affondare le radici nei fondamentali.

La stabilitá della Terra

Bisogna darsi il tempo e la pazienza per maturare il giusto grado di ancoraggio, dal quale trarre forza e sostentamento. Un buon combattente lo si riconosce dal modo in cui si regge sulle gambe, come le utilizza per muoversi e sviluppare forza.

La creativitá del Cielo

Se manca questo presupposto non potrò mai sviluppare a pieno la percezione di ciò che arriva dall’esterno. Non sarò in grado di valutarne il potenziale effettivo e gli eventuali risvolti.

Se non vi è unione tra parte alta e parte bassa, il corpo risulterá diviso. I movimenti saranno legnosi, frammentati e per niente funzionali.

Si può notare questo durante lo sparring: la maggiorparte delle tecniche allenate staticamente non funzionano, portando inequivocabilmente ad un grande dispendio energetico.

La mobilitá dell’Acqua

Non ci sono radici, non c’è percezione di ciò che sta accadendo e le “anche” sono praticamente bloccate. Senza l’utilizzo delle anche siamo come tubature otturate: impossibile direzionare le proprie forze e quelle dell’avversario.

La potenza del Fuoco

Da un corpo disgregato, ne deriva una mente in preda alle emozioni del momento. L’incapacitá di saper presenziare un fatto nella sua concretezza.

L’espressione dell’Etere

Il corpo fornisce delle informazioni, la mente ne segue altre, in tutto questo l’Umore diventa altalenante e non v’è la minima ombra di quello Spirito Guerriero che troppo spesso nominiamo, svestendolo di ogni nobile significato.

Pur di non prendere parte a tutto questo processo montiamo ogni sorta di film, agghindandolo di aneddoti, invenzioni, riconoscimenti, traguardi, estetismi e finzioni, confenzionati con un bel fiocco personalizzato.

Ci innamoriamo perdutamente dei misteri, e per amore dell’esotico scegliamo di non approfondire.

Approfondire vuol dire mettersi in discussione, che vuol dire rischiare di accogliere la Veritá, che vuol dire Essere Pronti a rinunciare alle proprie credenze.

Che vuol dire INIZIARE A VIVERE COME UOMINI. Bentornato!

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