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Corso di Difesa Personale: consigli per gli acquisti

Un Corso di Difesa Personale può davvero insegnarvi a combattere? Riflettiamo insieme.

Stage per uomini, donne e bambini. Metodi all’ultimo grido adottati dai militari. Tute mimetiche, pompaggio emotivo, brevetti conseguiti in qualche settimana, sistemi cinesi, russi, israeliti, etc .

Potrebbe mai esistere il “Corso di Difesa Personale”?

Sembrano in molti ad essere certi nel merito di un argomento che andrebbe preso con il dovuto senso pratico.

Sono cresciuto in una frazione di Taranto. Un cittá dove le strade sono ancora inondate di violenza. Dalle aggressioni verbali, che gia ti mettono in contatto con le tue reazioni piu sconosciute, fino ad arrivare ad altro di più grave.

Da oriente ad occidente, ad essere sincero non ho mai visto tutta la roba che gira sui media.

Più volte mi sono imbattuto in dinamiche davvero imbarazzanti e pericolose, che hanno sottolineato la necessità di affrontare le cose per come sono.

Argomentare su ciò che accade “In the street” richiede onestà intellettuale ed un’ottima capacità di discernimento tra “credenza” e “ricerca sperimentale”.

C’è il bisogno concreto di analizzare una delle componenti più importanti nello studio di queste casistiche: l’atteggiamento mentale.

Vi è mai capitato di subire un’aggressione? Di prendervi parte o semplicemente trovarvi per caso nel bel mezzo di una rissa?

In casi del genere, la mente può spesso decretare l’esito della vicenda; specie se è la prima volta o se non si è abituati a passare immediatamente nella modalità “sopravvivenza”.

La maggior parte di noi conosce a caratteri generali cosa sia la Paura:  un sentimento che ognuno ha provato in diverse circostanze nella vita.

La paura può inibire, congelare, paralizzare e spesso ci porta a commettere azioni sconsiderate.

In questi momenti è facile incappare in alcuni effetti collaterali: la postura va in chiusura, la respirazione diventa irregolare, tachicardia, rigidità muscolare, comportamenti senza alcuna funzionalità, etc.

È possibile riscontrare le stesse problematiche anche a livello verbale: ossia il modo in cui esponiamo le nostre ragioni in vari contesti. Accade frequentemente di lasciarsi condizionare dagli eventi esterni, senza affidarci alla potenzialità del proprio istinto (spesso latente e poco allenato).

Questo significa che tra “agire verbalmente” e “agire fisicamente” non vi è alcuna differenza: tratta sempre la capacitá di espressione.

Quanto più ci facciamo gestire dalle emozioni del momento, tanto confuse saranno le risposte. Diventa come scommettere un terno al lotto, con la sottile constatazione che la posta in palio è l’integrità fisica e morale.

Sarà successo a molti di trovarsi a sostenere un’esame, un colloquio di lavoro, una discussione in famiglia o col datore di lavoro.

Avrete di certo notato come in testa era tutto chiaro, ma durante l’esposizione qualcosa è andato “storto”: le emozioni hanno preso il sopravvento portandoci nella direzione opposta alle intenzioni iniziali.

Durante episodi di violenza fisica le reazioni sono identiche, ma esponenzialmente deleterie.

Non importa la quantità di nozioni che possiamo aquisire. A fare la differenza è la qualità di quelle informazioni che riusciamo a tradurre in azione al momento opportuno.

Difesa Personale

Un individuo insicuro, con un atteggiamento remissivo, che magari sta cercando di evadere dalla sua stessa neuro–prigione, dovrebbe andare al cuore del problema, cominciando dalla conoscenza di se stesso.

“Conosci Te Stesso”, un’esortazione che greci e latini erano soliti sostenere.

Avere una mappa indicativa di se stessi consente di conoscere la propria natura e permette di lavorare sul proprio patrimonio genetico.

Una strategia efficace che rispetti a pieno le proprie possibilità, evitando di creare false aspettative e senza fomentare un’emotività che potrebbe risultare fatale in determinate circostanze.

Per secoli le Arti Marziali definite “Tradizionali” si sono occupate proprio di questo. Discipline che chiaramente andrebbero contestualizzate secondo le esigenze contemporanee.

Eppure nell’ultimo ventennio c’e’ stata una discreta perdita di interesse nei confronti di queste discipline a favore di sistemi da combattimento confezionati con l’etichetta de “Il più efficace” .

Corsi offerti secondo i principi del buon marketing, secondo il quale, per vendere con successo, bisogna pacchettizzare e brandizzare.

Creare un prodotto facilmente reperibile, ripetitibile, divulgabile in larga scala, di facile consumo e che susciti emozioni. Le stesse emozioni che  vengono alimentate nel loro senso dispersivo.

Un monito il quale afferma tacitamente che non bisogna studiare ed allenarsi, ma comprare senza pensare.

Il crimine resta invece una questione ben diversa.

Una realtà che andrebbe rigorosamente studiata attraverso supporti che cambiano in maniera proporzionale alle condizioni umane ed ambientali.

Una sperimentazione che parte dall’analisi oggettiva del problema e di chi vi prende parte.

Per strada servono gli ISTINTI e NON le Tecniche: istinti per saper riconoscere il pericolo, per saperlo evitare e per saperlo affrontare senza indugio.

Il primo step è sbloccare il corpo. Allenarlo alla propriocezione attraverso il Movimento Naturale (leggi l’articolo Allenamento a Corpo Libero) e stare il più possibile a contatto con la Realtà. Non è possibile allenare le dinamiche della strada soltanto in palestra: bisogna conoscere il territorio, gli spazi, le persone, il linguaggio del corpo, etc.

Il secondo passo è quello di addestrare i riflessi e la reattività in situazioni sempre variabili. Sottoporsi al maggior numero di stimoli per sondare le proprie reazioni emotive.

Il terzo è continuare a praticare esercizi di base senza soluzione di continuità e senza perdersi in banali speculazioni fini a se stesse.

Si osservino attentamente i pugili. Usano allenare con maestria pochi fondamentali.

Per strada non esistono posizioni di guardia da assumere. Non c’è nessuno che ti attacca mentre te lo aspetti, cosi che tu possa sfoggiare una bella tecnica mentre l’altro subisce rimanendo fermo sul posto.

In guerra il combattimento a mani nude si è estinto con l’avvento delle armi bianche. Il duello con armi bianche è sparito con l’avvento delle armi da fuoco (1700 circa). Le situazioni tipiche da guerra e dei duelli all’ultimo sangue (con tanto di galateo associato) non esistono da secoli. Eppure oggi ci sono innumerevoli corsi innovativi, ognuno straconvinto di quel che dice.

Per quanto possa far parte di un programma di insegnamento, imparare tecniche e partecipare ai workshops non ci renderá pronti per affrontare una contesa.

È invece possibile considerare di intraprendere un percorso che lavori sui propri mezzi e che non proceda per imitazioni.

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