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Muay e Thailandia – FAQ #2

Muay e Thailandia: Le domande più frequenti.

Parlando con un praticante ed insegnante di Muay Thai sono venute fuori un paio di domande che ricevo spesso.

Condivido con voi le mie risposte!

“Sono rimasto molto colpito dal tuo percorso nel Muay. Non capisco come mai si faccia ancora così tanta confusione. Nemmeno in Thailandia sono mai riuscito ad approfondire uno solo degli stili di Muay Tradizionale. Mi rendo conto che in occidente spopolano i mischiotti, ed ammetto di essere il primo a farlo. In primavera andrò in Thailandia dal mio maestro, e non ti nascondo i miei dubbi. Ogni qualvolta gli chiedo quale stile ha studiato lui non risponde mai chiaramente. È sempre vago e non capisco questo comportamento. Cosa mi dici al riguardo?”

Il mio percorso nel Muay ha radici ben più profonde. Nasce dalla volontá personale di venire a capo delle cose in maniera genuina, senza lasciarmi influenzare dalle idee e volontá di potenza altrui. Tuttavia è un’attitudine che riguarda tutta la mia sfera esistenziale, e chiaramente si manifesta anche per le discipline delle quali mi occupo.

Come scritto in uno dei miei primissimi articoli, l’Arte Marziale è spesso stata oggetto di diatribe: lignaggi, gerarchie e tutto ciò che diventa opinabile al pari di politicanti e religiosi.

Quindi ritroviamo esattamente le stesse idiosincrasie ed incoerenze abissali, che possiamo risolvere a partire dall’osservazione di noi stessi.

Se vogliamo davvero capire come mai si fa tanta confusione, dovremmo forse capire come mai siamo noi i primi ad essere approssimativi. Spesso siamo i primi ad essere poco chiari, scostanti e creduloni nei confronti di noi stessi! Accade di arrendersi alla propria pigrizia e scarsa resilienza.

Una canzone dice “Te ne sei accorto si? Che parti per scalare le montagne, e poi ti fermi al primo ristorante, e non ci pensi più”

Una frase che mi lascia molto riflettere.

Nel caso del Muay è abbastanza chiaro. In ogni parte del mondo vige il fascino per il mistero. Conoscendo questa debolezza dell’essere umano, la si utilizza per farne una buona fonte di guadagno. Se porto qualcosa che non conosce nessuno, poco importa se è vero fino in fondo o meno. L’importante è che susciti un particolare interesse e che spinga emotivamente al consumo di quella cosa.

In occidente si vive di mischiotti perchè fondamentalmente non tutti possediamo onestá intellettuale ed intenzione professionale tali da giustificare un netto cambiamento.

Siamo ancora molto egoici ed orgogliosi. Non accettiamo le critiche e non abbiamo il coraggio di ammettere dei limiti oggettivi. Difendiamo sempre il nostro, ed invece di ampliare la visione, mettiamo in azione ogni possibile giro di parole per tornare al nostro piccolo mulino.

È qualcosa che nasce con noi stessi, non accade solo nelle arti marziali

Anche la scuola procede per gradi, dalle elementari fino ai dottorati di ricerca. Tuttavia aver dato a tutti la possibilitá di laurearsi non equivale a dire che tutti saranno dei dottori di alto livello e pratici della materia.

Oggi abbiamo così tanti professionisti conclamati ed altrettante tecnologie all’avanguardia, eppure non riusciamo ancora a garantire vestiti, riparo, cibo e medicine a uomini, donne e bambini di ogni dove.

In Thailandia è identico. Non basta avere gli occhi a mandorla, essere buddista o possedere una divisa colorata per definire un Maestro.

Il Muay è un esercizio. Ogni stile ha le sue colonne portanti, nette e distinguibili.

Come accade ovunque nel mondo, in diversi ambiti, non tutti hanno approfondito il tema. Chi non ha avuto le possibilitá, chi viene da retaggi più moderni, chi invece ha ritenuto di essere così abile da inventare un proprio stile di Muay, etc.

Non spetta certamente a me risolvere questo dilemma.

Quando mi sono reso conto di questi dettagli ho iniziato a lavorare più su me stesso. Lamentarsi meno ed avere il coraggio di Cambiare, senza alcun rancore verso cose e persone del passato. Vedere tutto come strumento funzionale alla propria evoluzione, e, per quanto possa risultare doloroso, avere la giusta carica per sganciarsi dal vecchio e ricominciare.

Per far questo bisogna mettersi l’anima in pace e predisporsi positivamente alla grande mole di lavoro da svolgere. Nessuno lo fará al posto nostro.

Parola d’ordine: FARE!

 

Muay e Thailandia

 

“Sei riuscito a studiare due stili di Muay con gli esponenti tra i più preparati in assoluto. Tutti coloro che dicono di conoscere questi stili ammettono il gap tecnico esistente, eppure nessuno si è mai fermato ad apprendere da loro. Tra l’altro si dice chiedano cifre alte. Quali sono le tue considerazioni?”

Prima di ogni altra cosa io non penserei alle cifre che (forse) i maestri chiederebbero ai possibili studenti. Mi soffermerei un attimo a pensare che ci sono italiani che proprio in Italia chiedono centinaia di euro per insegnare Muay! Non solo: lo fanno senza aver mai vissuto svariati anni in Thai!

Con quale ardire potremmo mai pensare all’ipotetica parcella richiesta dai migliori insegnanti Thai al mondo di Muay e Scherma Antica quando siamo i primi a propinare cose che nemmeno conosciamo fino in fondo?

Perdonatemi, ma mi viene davvero tanto da ridere! E nel senso sano del ridere!!

Durante il mio soggiorno nel sud est asiatico, prima di pensare con chi potessi studiare, mi sono occupato di verificare i requisiti minimi.

Il Periodo. Un maestro di qualsiasi disciplina, inizia a prendere sul serio l’idea di insegnare quando lo studente si mette nelle condizioni di apprendere. Una di queste è mettersi a disposizione per qualche anno senza soluzione di continuitá.

Se non vogliamo essere trattati come i soliti stranieri “mordi e fuggi”, non dovremmo fare richieste in stile McDonald!

Le Attitudini. Durante il mio percorso ho visto passare diversi stranieri. Molti dei quali non possiedono un minimo di capacitá di discernimento per “restare nell’esercizio” tutto il tempo necessario. Spesso dopo soli 5 minuti iniziano a variare movimenti a proprio piacimento “Perchè io ho fatto questo per 10 anni, poi ho fatto quest’altro, etc”. Spesso sono gli stessi personaggi che tornano in patria per avviare corsi intensivi specifici e specializzati, uno più convinto dell’altro.

La Costanza. Rivedere la voce “Attitudini”.

Ci lamentiano di come siamo trattati, ma non riusciamo nemmeno per scherzo ad accorgerci come trattiamo le cose degli altri. Saccenza, superficialitá e presunzione sono soltanto alcuni dei vizi che portiamo orgogliosi nelle tasche.

Chi attualmente in qualche modo si sta occupando di Muay Tradizionale sa bene di cosa sto parlando.

Ma sono in molti a non avere abbastanza stomaco per mettersi a studiare seguendo l’iter dovuto.

Per questo si preferisce dirigersi altrove, dov’è è facile ritornare a partecipare al gioco burlone del “Muay Boran”. Qualche mese o settimana e apri un corso nella tua cittá.

Di recente sono stato invitato ad una degustazione di gianduiotti da una nota compagnia italiana. Nel corso dell’evento il curatore spiegava ai partecipanti che il cacao e le nocciole richiesti per la realizzazione del Gianduja sono tanto prelibati quanto costosi. La prima cosa che è stata sottolineata “Dimenticate i marchi che trovate nei supermercati e nelle grandi catene di distribuzione. Per giustificare la produzione in larga scala sono costretti a risparmiare sugli ingredienti principali, quindi il prodotto finale è accessibile a tutti ma ben lontano da ciò che è. Se quindi compri Gianduja a 7 euro/kg non sei più furbo di chi ne spende 75 al kg, semplicemente non stai mangiando Gianduja.”

“Quanto spendi mangi” recitava un proverbio. Ma nel caso del Muay non si riferisce ai soldi, bensì al peso di riuscire ad andare ben oltre le medie conlusioni. Vincere dubbi e perplessitá e mettersi in discussione.

Chi ha giá le mani in pasta non ci chiederá mai di metterle al suo posto, nessun potere ci dirá che il suo è sbagliato. Tutto è commisurato alla nostra capacitá e volontá di andare fino in fondo.

Leggi Muay e Thailandia – FAQ #1

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