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Paura?? Il tuo migliore alleato!

Introduzione al metabolismo della Paura

Nell’articolo precedente ho parlato della difesa personale, e di come la psicologia giochi un ruolo determinante, soprattutto quando giunge un ospite indesiderato: la Paura.

Come nella maggior parte degli eventi classificati con un potenziale negativo, la Paura é un’emozione che si presenta con varie sfumature per tutta la nostra vita, e quanto piú viene scacciata tanto piú si ripresenta, rincarando la dose.

Essendo appunto una e-mozione, ha il potere di muoverci in una direzione ben specifica: in base alle proprie capacità di ingaggiarla può risultare costruttiva o distruttiva.

A partire dalle proprie caratteristiche individuali, questo sentimento può assumere diverse forme. Per alcuni diventa un vero e proprio carburante per spingersi oltre i propri limiti. Invece per altri diventa un terrore costante che conduce verso dimensioni opprimenti, poco salutari e per niente funzionali.

Per conoscere più a fondo di cosa si tratta bisognerebbe quindi iniziare a comprendere se stessi, ed il proprio modello comportamentale. Dovremmo cercare di venire a capo delle dinamiche attraverso le quali la Paura puo manifestarsi e di come sia possibile valutarne la sua natura.

Uno dei più grandi mezzi per misurare le emozioni è il Linguaggio del Corpo.

Questo strumento consente di monitorare oggettivamente le espressioni dei sentimenti e di come questi possano affermare i nostri comportamenti.

La Postura riveste una parte fondamentale nello studio in questione e nel caso della paura è facile individuarne gli effetti. Si tende ad assumere posizioni di chiusura, i movimenti rigidi denotano un’eccessiva tensione a carico del sistema nervoso, un capo poco centrato ed uno sguardo assente spesso sottointendono la volontá di voler evitare la situazione, etc. Dettagli che denotano sicuramente un netto cambiamento della postura che caratterizza il soggetto impaurito.

In casi come questo si può prendere atto di come anche la respirazione sia alterata. Il respiro diventa corto ed affannoso, alimentando la rigidità organica, che è in gran parte dovuta alla carenza di ossigeno: un cervello poco ossigenato è una delle cause principali degli effetti fino ad ora descritti…e non solo!

Alla radice di questi effetti vi è  l’atteggiamento mentale.

 

La paura è il tuo migliore alleato

 

La mente è un organo di senso che possiede un potere  senza eguali, di far guarire e/o ammalare. Stando a ciò che la stessa scienza afferma, non è possibile decretarne il funzionamento soltanto attraverso una visione razionale. Infatti le emozioni non sono ragionate, vengono e si manifestano da se, e a noi non resta che apprezzarne i contenuti.

Dalla nostra attività mentale dipendono la maggiorparte delle nostre azioni, e ciò che noi facciamo nel pratico identifica la nostra persona. Spesso accade di avere un’idea di se che è ben diversa da ciò che si è nella realtà, e tante volte non lo scopriamo fino a quando non siamo messi alle strette. Questo dipende molto dalla poca dimestichezza che possediamo nell’osservare ciò che determina la ripetitività delle nostre azioni, la stessa ripetizione retroattiva che va appunto a costituire le nostre abitudini comportamentali.

Quanto più la mente non è preparata all’osservazione, tanto piu scomoda sarà un certo tipo di reazione a determinati eventi.

La tendenza della mente è quella di sviluppare una efferata dipendenza nei confronti del “piacere e del desiderio”, considerando negativo tutto cio che differisce dalle proprie visioni e proiezioni in un dato momento.

La Paura quindi viene spesso percepita nell’istante in cui si comincia a sperimentare qualcosa di diverso dalla propria zona di comfort. La reazione all’evento dipende molto dal nostro grado di accettazione e dalle decisioni che andremo a prendere.

La Paura è sostanzialmente energia e può incarnare una funzione creativa o demolitrice.

I responsabili di questa “opera” siamo noi stessi, e solo noi possiamo decidere quando e come metterci le mani.

Già solo prenderne coscienza richiede un grande salto evolutivo. Tuttavia saperlo non basterà, in quanto l’unica differenza consiste nell’Agire.

Un metodo efficace per iniziare la propria ricerca personale esiste, ed è costituito da pochi semplici passi da percorrere.

È una soluzione costituita dallo studio analitico di ognuna delle componenti precedentemente descritte.

La prima cosa che possiamo fare è allenare la nostra postura; osservarla in diversi momenti e situazioni che costituiscono il nostro quotidiano. Attraverso questo training è possibile notare quando sviluppiamo tensione e quando invece siamo rilassati.

Da questo esercizio è facile dedurre che la nostra postura risponde in maniera proporzionale all’attività mentale, un processo attraverso il quale possiamo prendere visione di tutto ciò che non ci serve e tutto ciò al quale vanamente ci aggrappiamo.

Avete mai notato il senso di rilassamento che arriva quando ci siamo liberati di un carico gravoso ( di natura economica, lavorativa, sentimentale, etc)? Senz’altro in queste situazioni possiamo apprezzare quella sensazione benefica a livello del torace, delle spalle, dello stomaco, dei genitali e della testa.

Registrare questo feeling, ci serve per poi riprodurre un poco per volta la stessa “situazione”, con i rispettivi vantaggi che derivano.

All’interno di questa esercitazione è possibile lavorare anche sul tono respiratorio, andando a calibrare le nostre inspirazioni ed espirazioni, imponendo man man il giusto ritmo che consente di conservare quello stato e farlo perdurare nel tempo.

L’argomento resta molto vasto ed ogni punto andrebbe certamente sviluppato con la dovuta attenzione, al contempo possiamo decider di intraprendere un’azione risolutiva in questo preciso istante e determinare il giusto grado di riuscita.

A tal proposito ti invito a cliccare su questo link dove ho scritto alcuni esercizi da poter praticare nell’immediato, in totale semplicità ed efficacia.

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