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Incredible India: Inizia il contro alla rovescia!

La mia esperienza di vita e di ricerca nella “Incredible India”, tra yoga, ayurveda ed arti marziali, volge al termine. Inizia il conto alla rovescia!

Nel precedente articolo ho spiegato come organizzarsi per fronteggiare 6 mesi in India con un budget davvero limitato.

Con un certa soddisfazione, posso finalmente dire di aver centrato il target.

Per l’Ayurveda, date le mie propensioni prettamente pragmatiche,  ho ritenuto fondamentale ricorrere all’ausilio di medici e terapisti di professione. In tutti i miei viaggi, lo scopo principale é sempre stato quello di infrangere lo spettro delle credenze: rapportarmi con la parte piú concreta di una disciplina e condividerla per ció che é.

L’Ayurveda considera l’essere umano in tutti i suoi aspetti

In qualitá di “sorella” dello Yoga, affronta le tematiche fondamentali che riguardano la salute e l’equilibrio esistenziale. Tutti elementi che riconducono alle radici del Massaggio Tradizionale Thailandese, parte costitutiva del mio background.

Il Nuad Boran, infatti, oltre alle rinomate finalitá terapeutiche, é anche conosciuto come “Thai Yoga Massage”, proprio perché svolge un lavoro specifico sulle caratteristiche naturali dell’individuo, interagendo tra corpo, mente ed umore.

In tutto ció, lo Yoga rappresenta la chiave di volta

Per ottimizzare i tempi e garantirmi un’assimilazione funzionale dei contenuti, ho volutamente posto il focus oltre le visioni religiose ed esotiche. Diversamente, incagliarsi diventa sensibilmente facile ed involontario, proprio come l’atto di respirare.

Incredible India

Grazie al confronto con maestri esperti, ho potuto apprezzare le varie interpretazioni dell’argomento, testando di fatto i vantaggi e le incongruenze esistenti tra la credenza soggettiva e la sperimentazione oggettiva.

Come giá appurato in Origini dello Yoga e relativi Miti da Sfatare, questa disciplina nasce come una vera e propria “tecnica psicologica”. Soltanto in un secondo momento sfocia anche nella dimensione fisica.

Per “tecnica psicologica” si intende un preciso metodo analitico che sottende al raggiungimento della piena autoconsapevolezza e della libera espressione. Nulla a che vedere con santoni e visioni astratte.

Per saperne di piú puoi consultare Samyama YogaGuida alla Meditazione.

L’estremizzazione della parte fisica dello Yoga conduce direttamente alla preparazione utilizzata dal Kalaripayattu (l’Arte Marziale del Kerala)

Si tratta di un addestramento che comporta un duro condizionamento del corpo, secondo gli usi e i costumi in voga qualche migliaio di anni fa.

Il Kalaripayattu, progenitore di molte arti marziali asiatiche, com’é giá avvenuto per la maggior parte delle discipline da combattimento tradizionali, oggi viene vissuto come un buon esercizio psicofisico. Date le sue componenti decisamente folkloristiche, viene spesso ingaggiato per intrattenere i turisti.

Tralasciando di proposito la scherma con armi bianche, ho investigato particolarmente sul modo di allenare il combattente. Ho chiaramente riscontrato notevoli “giunzioni” con le arti marziali da me studiate ed ho contestualizzato i contenuti, in base alle esigenze dei nostri tempi.

In questo senso, ho concentrato gli studi unicamente sul nucleo tecnico dello Yoga, senza cedere al fascino delle diramazioni avvenute nel corso della storia

Al contempo, il sincretismo attraverso il quale ho spiegato il corso degli eventi in India non dovrebbe condurre all’errore di considerare superficialmente le diverse materie di cui ho appena parlato.

Ogni argomento cela tanti altri sotto-argomenti che non si possono sintetizzare in un articolo, cosí come ogni buon Matrix possiede altrettanti sotto-matrix.

Ognuno ha le proprie visioni ed i propri obiettivi personali. In questo caso, la mia intenzione era quella di tracciare tutte le possibili connessioni tra le attivitá che pratico ed insegno per ricongiungermi, in un cerchio ancor piú grande, alle mie origini occidentali.

Proprio per via di queste analisi, attenendomi fedelmente agli intenti originari delle suddette discipline, ritengo sia molto saggio mettere fine ai processi di identificazione, di qualsiasi genere e/o provenienza.

Ogni oggetto, sia esso sensoriale o esterno alla persona, puó generare attaccamento. Ed ogni qualvolta ci leghiamo ad un concetto ne siamo bloccati ed influenzati. Questo é un percorso che spetta a tutti, nessuno escluso.

Il compito di un ricercatore, proprio come quello di un Guerriero, é quello di osservare e partecipare senza lasciarsi ingannare da sé stesso. Essere al di sopra delle parti per realizzare costantemente che “La mappa non é il territorio”.

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