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Le Origini dello Yoga

Origini dello Yoga 

L’essere umano ha da sempre posto domande e cercato risposte in merito al creato e all’esistenza.

Molto frequentemente è arrivato alla conclusione che si tratti di un’opera Divina, una realizzazione strabiliante spesso attribuita ad un essere extra – terrestre.

È più o meno in questo modo che l’uomo ha iniziato a costituire le prime forme di culto. Dei veri e propri rituali per mettersi in contatto con questa possibile presenza invisibile e inafferrabile.

Attraverso il rito, infatti, si cerca di porre il partecipante in una condizione di calma e completo abbandono.

Nella maggior parte dei casi, la finalitá è quella di oltrepassare le consuete macchinazioni mentali, per giungere ad uno stato di auto suggestione tale da provocare un corto circuito sui processi cognitivi.

Una situazione che può condurre a sperimentare una dimensione di beatitudine estatica, pur restando saldi nella realtá.

Migliaia di anni fa, con questo presupposto, in India cominciarono a prendere forma le Origini dello Yoga

Benchè alcuni resti provino l’esistenza dello Yoga sin da tempi remoti, i primi scritti tecnici risalgono alla seconda parte del primo millennio a.c.

Questi trattati filosofici affrontano il bisogno innato dell’uomo di trascendere le catene esistenziali, per elevarsi verso il più sommo significato del termine Indipendenza.

Ma, nonostante la filosofia rappresenti un buon mezzo per la comprensione metafisica, nello Yoga non è un requisito indispensabile.

I saggi si sono ben occupati di tramandare questa tradizione ponendo l’attenzione sul suo aspetto pragmatico, oltre teorie e ideologie.

Come giá scritto per la Meditazione Vipassana (Consulta la Guida alla Meditazione), possiamo quindi affermare che lo Yoga è una Scienza Pratica a tutti gli effetti e non una filosofia fine a sè stessa.

Lo Yoga presenta diverse correnti, ognuna delle quali è stata sviluppata per rispondere ai bisogni di determinati tempi e contesti.

Oggi esistono molteplici forme di Yoga, ma soltanto tre sono le tradizioni inequivocabili, dalle quali sono derivate tutte le altre: Kriya, Raja e Hatha.

Origini dello Yoga

Nel Kriya Yoga viene enfatizzata la religiositá

Molto probabilmente è stato il primo passo verso la sperimentazione della dimesione mistica, senza ricorrere ad un rito specifico o sostanze stupefacenti.

Il focus è posto sulla Concentrazione e la Meditazione sulla Divinità (Universale e/o Individuale) :  attraverso uno stato di auto convincimento, la visione consapevole prende il posto del proprio ego.

Affinchè questa metamorfosi avvenisse in maniera naturale, nel Kriya Yoga sono state differenziate tre modalitá operative in accordo con l’atteggiamento psicologico della persona. E che, con molta probabilitá, si collegano alla teoria delle tre costituzioni proposta dalla scienza ayurvedica (Vata, Pitta, Kapha). Leggi l’articolo sui Dosha

Per chi tende all’Emotivitá, il Bhakti Yoga risponderebbe al bisogno inconscio di devozione e adorazione verso un’entitá divina. Un atto di fede che dovrebbe condurre all’assenza percettiva dell’Io.

Invece, chi è incline all’Azione troverebbe le sue risposte nel Karma Yoga. L’azione altruista costante sposterebbe l’atteggiamento devozionale all’esterno di sè, ignorando volutamente la presenza egoica.

Infine, per gli Intellettuali la soluzione sarebbe da ricercare nel Jnana Yoga: la via della conoscenza. In questo caso il pensiero razionale gioca il ruolo più importante, in quanto andrebbe a creare il ponte tra logica scientifica e spiritualitá, pervenendo ad una totale spersonalizzazione.

Ad ogni modo, si tratta di distinzioni ideologiche che non conoscono una marcatura cosí netta.

Il Raja Yoga segna invece il passaggio verso una visione più analitica e oggettiva

Il Raja Yoga, considerato tra le tradizioni classiche più omnicomprensive, è caratterizzato da 8 punti chiave.

  • Comportamentali. Yama e Niyama – Azioni verso sé stesso e verso altri
  • Fisici. Asana e Pranayama – Postura e Respirazione
  • Psichici. Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi – Gestione dei sensi, Concentrazione, Meditazione, Autoconsapevolezza

Il Raja Yoga adotta una sola posizione chiamata Siddhasana (Postura Perfetta) e lo Hatha Yoga, mediante l’inserimento di ulteriori posture, rappresenta lo sviluppo corporeo del Raja Yoga, conservandone strettamente basi e fondamentali.

Ha e Tha sono i due principi opposti, maschile e femminile, dove il divino viene sublimato con il concetto di Energia. Nel corpo umano si identifica con l’energia sessuale, da canalizzare in maniera opportuna: ben lungi da scopi libidinosi.

Satkarman (pulizia del corpo) prende il posto delle osservanze comportamentali (Yama e Niyama): nel corso del tempo, molti insegnanti notano il limite scaturito dall’imposizione delle virtú, che genera appunto ulteriori attaccamenti e nevrosi.

Le altri parti costitutive della pratica resteranno invariate.

Con lo Hatha Yoga vi è dunque la volontá di condensare la condotta psichica e morale per donare spazio al corpo

Da questa profonda analisi possiamo dedurre come vi sia un unico filo conduttore tra i target prefissati e le tecniche adottate dalla cultura induista, buddista e taoista per raggiungerli.

Attualmente, nel mondo intero, queste discipline hanno assunto direzioni prevalentemente fisiche o meramente esotiche, perdendo la maggior parte delle caratteristiche che determinano concretamente gli effetti benefici sulla sfera psicofisica e spirituale/umorale (piani che, in oriente, non presentano separazioni cosí marcate).

Tuttavia, anche in epoca antica erano davvero pochi a possedere le capacitá, la volontá e la reale opportunitá di approfondire e sondare i fatti.

Perciò, tutto sta al grado di comprensione che vogliamo dedicare e alle interpretazioni soggettive di un argomento ancora tutto da scoprire e praticare.

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