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Meditazione: perchè imparare a praticarla – Atto I

Introduzione alla Meditazione

Questo articolo ci introduce alla Meditazione, e rappresenta il primo di una serie dedicata interamente al suo aspetto PRATICO.

L’obiettivo è quello di consentire davvero a tutti la possibilità di sperimentare da subito i benefici di questa disciplina millenaria.

Esistono molti testi di rilievo in merito ed altrettanti “maestri” sparsi in tutto il mondo, ognuno dei quali presenta l’argomento a proprio modo.

Ho scelto di scriverne per evidenziarne unicamente l’aspetto pragmatico e funzionale, al di la di ogni rituale.

Per questioni di coerenza vi parlerò della Meditazione Vipassana (Chiara Visione) che ho praticato personalmente prima e durante gli anni trascorsi in Thailandia, e che continua ad essere un elemento costitutivo del mio addestramento.

Una scienza efficiente che ha contribuito molto alla mia evoluzione, e che fa fede al Buddismo Theravada. Corrente filosofica che ha influenzato in maniera importante il corpo della cultura asiatica. Leggi l’articolo Arti Marziali: quando il buddismo sale in cattedra!

Al contrario di ciò che si può pensare, il Buddismo non nasce come religione per credenti, ma come mezzo per ricercatori.

Il buddismo riveste infatti una dimensione spirituale con la quale è possibile entrare in contatto direttamente e senza la necessità di adorare divinità. Tanto meno l’impellenza di richiedere permessi o intercessioni da parte di chissà qual Santo o mediatore.

La finalità è quella di oltrepassare la fitta rete di illusioni che ci impedisce di percepire e vivere il mondo per ciò che è.

La buona notizia è che esiste un metodo analitico che ci consente di pervenire allo stato reale delle cose, la cattiva è che soltanto noi possiamo azionare questo meccanismo. Nessun altro può farlo al posto nostro.

E’ un profondo atto di responsabilità nei confronti di se stessi. Una presa di posizione che taglia definitivamente il cordone ombelicale con ogni possibile capro espiatorio sul quale addossare le cause della propria condizione.

La meditazione vive soltanto nella pratica ed è radicata nell’esperienza.

L’errore frequente è quello di partecipare a dei corsi cercando di imparare questa disciplina inglobando informazioni, come si usa fare nelle scuole moderne.

Al contrario, solo chi possiede realmente l’insight può passarci delle linee guida attraverso le quali soltanto noi possiamo intraprendere questo viaggio.

La meditazione accade, proprio come l’esistenza che scorre mentre pensiamo ai nostri progetti.

C’è differenza tra l’uomo sveglio e chi parla di come diventare sveglio: il primo lo è già, il secondo ce ne sta solo parlando. Non è semplicemente ascoltando un sermone che possiamo raggiungere il nostro personale equilibrio. La virtù non può essere impartita o imposta.

Perchè meditare?

Sicuramente per meditare occorre un sforzo che richiede diverse risorse: pazienza, costanza, tempo e così via.

Non sarebbe meglio andare al bar, stare con gli amici, farsi una mangiata, una bevuta, un po’ di sesso ed essere spensierati? Quindi per quale assurdo motivo dovremmo farlo?

Semplicemente perchè siamo accomunati dalla stessa situazione: la Condizione Umana.

La stessa che ci invita spesso a ricercare ogni forma di godimento e a ripudiare qualsiasi cosa possa darci un dispiacere. Cioè tutto quello che ci separa da ciò che conta: il momento presente, indipendentemente dai suoi alti e bassi.

Meditazione

Siamo stati abituati a fare salti epici nei momenti di gioia e ad avere altrettante crisi depressive nei momenti dolorosi, e che ci fanno cadere nel baratro più assoluto, dando vita ad una serie di reazioni a catena con ripercussioni notevoli dal punto di vista mentale e fisico.

Ed ecco che inizia un nuovo grande giro di giostra: farsi un bel fisico, raggiungere una posizione sociale, far carriera, ottenere sempre di più, bramare il successo, controllare il prossimo, le situazioni, etc.

E non importa se le acquisizioni siano beni materiali o affettivi, la patologia è sempre la stessa.

Per un po’ magari si riesce a mascherare la realtà sofferente di fondo, la percezione che ci sia qualcosa di sbagliato, ma ogni volta diventa sempre più faticoso.

Quella scomoda realtà continua a crescere, fino ad impossessarsi dei nostri spazi e del nostro tempo, costringendoci a viaggiare una vita in balia degli eventi e delle emozioni.

Se solo avessi più soldi.. se solo fossi più attraente.. se solo avessi più amici.. se potessi fare un viaggio.. un eterno “se” che disconosce ogni cosa, dentro e fuori di noi, e che alimenta un grande senso di insoddisfazione.

Non facciamo altro che argomentare pur di non notare l’incessante moto dell’universo. Siamo stati abituati a dare un sacco di risposte immaginarie e classiste: bene/male, bello/brutto, giusto/sbagliato.

Pensiamo di poter raggiungere felicità e serenità solo sulla base di ottenimenti. Eppure, anche quando otteniamo ciò che abbiamo desiderato a lungo, la sofferenza è sempre li, sembra non mollare mai la presa. Per un po’ si calma, e dopo ritorna più energica di sempre.

Cambiare la nostra situazione diventa possibile solo quando cominciamo a vederci per come siamo, in questo preciso istante.

A questo punto la scelta è chiaramente individuale.

La meditazione bonifica la nostra mente da tutto ciò che spesso provoca “processi irritanti”: desideri, vanagloria, la paura, l’invidia, l’odio, la rabbia, il pensiero di se, degli altri, la pre – occupazione, e tanto altro.

Ci consente una netta presa di coscienza e ci mette nelle condizioni di mutare. E proprio come farebbe un rettile, prendiamo parte ad un processo che ha necessità di ripetersi svariate volte, in accordo con le leggi della natura.

Lo scopo della meditazione è la Trasformazione Personale. E c’è solo un modo che conosco per verificare se è vero o meno: Iniziare a Farlo.

 

Non perdere il prossimo articolo Meditazione: cosa significa meditare

 

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