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Muay Boran & Muay Thai: scopriamo le differenze!

Nel corso degli articoli ho parlato delle caratteristiche distintive del Muay Boran: origini, scopi, stili, qualità di movimento, miti da sfatare, etc. (Guarda il video introduttivo)

Tuttavia, sono ancora in molti a non conoscere bene la differenza sostanziale tra Arte Marziale Tradizionale e Sport da Combattimento.

In questo caso, si tratta di tutte le peculiarità che costituiscono il gap esistente tra Muay Boran & Muay Thai.

Vediamo ora come comprendere questa diversità attraverso 3 semplici passaggi.

Muay Boran & Muay Thai: Le Finalità

Il fine del Muay, in principio, era quello di eliminare il nemico nel minor tempo possibile. Il mindset doveva essere succinto ed essenziale. (Leggi “Le Origini del Muay“)

Infatti, il combattente si limitava esclusivamente ai movimenti che servivano per centrare il suddetto obiettivo. Terminato un avversario, si passava al successivo e così via: brutto da dire, ma questa era la realtà dei campi di battaglia.

Come dicono sempre i miei maestri:

“C’è poco da divertirsi. Se si paventa piacere per certe cose, siamo di fronte a patologie mentali.”

Durante la storia, al cambiare delle tattiche di guerra, anche il Muay mutò.

Infatti, divenne un ottimo mezzo che poteva perseguire l’Educazione Psicofisica e la Sicurezza Personale.

Con l’avanzare del tempo, le abitudini cambiarono di pari passo: il Muay diventò anche fonte di intrattenimento, dando vita ad un vero e proprio spettacolo popolare.

I fighters migliori potevano anche essere premiati e, proprio come accadde per i gladiatori di Roma, molti iniziarono a farlo per sfuggire alla fame, alla povertà e alla schiavitù.

Dopo vari periodi di transizione, trasformazioni e regolamenti, prese piede la versione sportiva del Muay, conosciuta come Muay Thai.

Tuttavia, benché le finalità sportive potevano anch’esse contribuire allo sviluppo di determinate qualità, le regole della gara, unitamente alla continua ricerca della performance, cambiarono nettamente le attitudini portanti del praticante. Soprattutto, delinearono una serie ben differente di schemi psicomotori da adottare per portare a casa il “punteggio vincente”.

Da tutto questo si deduce quanto, per forme e contenuti, siano pratiche abbastanza distanti tra loro; entrambe apprezzabili nei rispettivi contesti di appartenenza.

Muay Boran & Muay Thai: La Tecnica

Precisate le finalità di ambo le discipline, è chiaro che la tecnica abbia subito profonde influenze proprio in base al target di destinazione.

Il Muay Thai Sportivo è ben noto per la straordinaria potenza dei calci, la capacità di chiudere la distanza con tecniche di pugilato, gomiti/ginocchia, nonché un’ottima gestione di alcune fasi di grappling, come ad esempio il clinch.

Pur restando un potenziale davvero devastante in un combattimento da ring (tra i migliori in assoluto per ciò che riguarda lo striking), dista parecchio dalla tecnica originaria.

Muay Boran & Muay Thai

Il Muay Boran è finalizzato ad una contesa “totale”. Questo significa che contempla tutto ciò che è vietato da un regolamento sportivo: testate, strangolamenti, rotture, etc.

Gran parte del lavoro si rivolge all’utilizzo degli arti superiori per colpire su più fronti e, chiaramente, per imparare a gestire molteplici situazioni di grappling/take down (basi e fondamentali tra prese, proiezioni e lotta a terra). Quindi, non ci si focalizza troppo ed unicamente sul clinch che, invece, è tanto rinomato nello sport Muay Thai e che viene appunto specializzato per evidenti esigenze di settore.

Per questioni di sicurezza e funzionalità, nel Muay Boran ci si allena per mantenere agevolmente un baricentro più basso.

I pochi calci utilizzati non superano quasi mai l’altezza delle anche (fatte alcune eccezioni per costato/stomaco/plesso solare) e, in proporzione,  rappresentano soltanto un supporto alla causa e non un must come nella versione sportiva.

In questo senso, lo stile di Muay Boran ancora in vita che fornisce più soluzioni formative al riguardo è il Muay Chaiya.

Muay Boran & Muay Thai: La Formazione

In entrambe le discipline la formazione riveste una parte molto decisiva.

L’essere umano è infatti un insieme di componenti fisiche, psicologiche e comportamentali.

Ognuna di queste parti dovrebbe essere bilanciata con il fine di raggiungere e mantenere l’equilibrio necessario per condurre un’esistenza presente e consapevole, sviluppando buone capacità di discernimento.

Stabilito questo, la formazione risponde alla finalità.

Il Muay Thai Sportivo è (+ o -) totalmente finalizzato alla competizione. Di conseguenza, ci si allena secondo il protocollo di gara. Vengono affinati tutti i requisiti che si rifanno ai vari statuti regolamentari.

Non è detto che non possa essere utilizzato anche per altre necessità, ma questa è sicuramente la sua collocazione preponderante.

Nel Muay Boran, invece, l’addestramento aderisce ancora alle sue radici tecniche, filosofiche e spirituali. Le stesse che, soprattutto in occidente, vengono troppo spesso confuse con la concretezza indispensabile in un combattimento reale.

L’Arte Marziale Tradizionale prevede un serio training che si cura tanto del corpo quanto della mente e presiede allo sviluppo completo dell’allievo, in tutti gli aspetti esistenziali. Questa è una delle priorità del Muay Boran.

Tuttavia, un buon praticante di arti marziali, in base alle predisposizioni individuali, resta sempre il maggiore indiziato per divenire un ottimo atleta da ring. Non a caso, molti campioni negli sport da combattimento vengono proprio da percorsi tradizionali.

Detto ciò, diversamente dal pensiero comune, lo spauracchio del disequilibrio esiste in entrambe le discipline.

Infatti, la speculazione maniacale del “senso unico”, indipendentemente dall’ambito operativo, può dar vita a nevrosi e tendenze poco coerenti rispetto agli scopi di partenza.

Per questo motivo, l’insegnante necessita di aver egli stesso realizzato una dimensione serena ed equilibrata.

L’argomento presenta ovviamente varie prospettive e possibilità di analisi; allo stesso tempo, a grandi linee, ci aiuta a chiarire le varie direzioni della pratica, dove l’uno non esclude l’altro.

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