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Muay Boran: Vado a Vivere in Thailandia #2

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Dopo quella chiamata ero chiaramente su di giri

Il sole splendeva alto in cielo e decisi di camminare per diversi chilometri fino ad arrivare all’inizio del litorale salentino.

Un sito che da sempre ha accolto molti dei miei momenti cruciali, dove coste frastagliate ricevono da tempo immemore il moto perpetuo del mare.

Lo stesso mare dal quale arrivò Falanto insieme ai suoi uomini, facendo di Taranto La Cittá di Sparta. Acque Guerriere che parlano di coraggio, resilienza e grande adattabilitá senza proferire alcun verbo.

Ricordo di aver speso tutto il giorno a riflettere sui pro e i contro di andare a vivere in un posto che avevo giá visitato e del quale conoscevo a menadito il feeling personale.

Oltre alla cultura filosofica e marziale che mi aveva affascinato sin da piccolo, sapevo benissimo cosa mi aspettasse e non erano di certo le botte a preoccuparmi.

L’afa e l’umiditá tipica di quei luoghi. Traffico pazzesco, livelli di smog tra i più elevati al mondo, sanitá e cibo a rischio rappresentavano soltanto una cornice generale.

Se hai vissuto un minimo di 6 mesi nel sud est asiatico e vuoi andare a lavorare in Australia, ti viene chiesta una radiografia polmonare! E non è uno scherzo!

Ovviamente non mi sarei fermato dinnanzi a nessun ostacolo. Ero semplicemente consapevole che non sarebbe stata la migliore tra le passeggiate, ma senz’altro tra le più impegnative e soddisfacenti.

Giá dall’Italia ebbi modo di testare la burocrazia dello stato thailandese

Non solo mi furono richieste le referenze di ogni singola cosa avessi fatto. Fui costretto ad autocertificare documenti giá ufficiali come la mia esperienza militare, la potestá della mia vecchia associazione sportiva, etc.

Proprio così. Fu la festa dell’Agenzia delle Entrate, dove le paroline magiche sono “Marca da Bollo ad ogni respiro”!

Ad ogni modo ero pronto.

La destinazione era Chiang Mai, a Nord della Thailandia, nello storico Regno del Lanna.

L’unico problema era capire cosa avrei fatto a Chiang Mai!

 

Vivere in Thailandia

 

Non avevo alcun contatto ne riferimenti per il Muay. Di certo non mi sarei mai rivolto alle canoniche Associazioni di Muay Boran presenti sul territorio. Le stesse dalle quali provengono alcuni noti attori italiani che amano giocare al monopoli delle arti marziali.

Tranquilli, è puro Vipassana, Vedere le Cose Come Stanno!

Cercavo ben altro e non avevo alcuna intenzione di recitare il triste ruolo di “maestro con visto”.

Prima di relegarmi al fato cercai di mobilitare tutte le possibili conoscenze in Thailandia

Se è vero che nel centro-sud è una vera e propria bolgia commerciale, d’altro canto le ipotesi di trovare un buon maestro di Muay Thai Antico nel Lanna erano abbastanza remote.

Tuttavia ciò che doveva accadere era giá avvenuto. Poche ore mi separavano dal volo verso la Terra del Sorriso ed ero convinto che fosse giá tutto stabilito. Sapevo che mi sarei trovato esattamente sulla strada giusta, li dove le mie stesse intenzioni mi stavano conducendo.

Bisognava attendere con pazienza.

Dopo qualche giorno mi venne detto che non sarebbe stato per niente facile. Pensa te che novitá!

Eppure, tra le miriadi di connessioni thai che provavo a stringere quotidianamente, venne fuori un nome su tutti.

“C’è un maestro di spada nel Lanna, famoso per la precisione dei movimenti e per la sua tecnica. È unico nel suo genere. Posso mettervi in comunicazione, ma non ti assicuro nulla. Il resto sará compito tuo.”

Mi furono inviati alcuni suoi video. Ebbi modo di riscoprire una persona che avevo ammirato diversi anni prima nei filmati che giravano sul web.

Si parlava di Jerng, sistema di combattimento con e senza armi sviluppato nel Lanna

Fino a 3 anni fa in gran parte dell’occidente non si conosceva pressochè nulla del Jerng, delle sue tecniche correlate al simbolismo e del modo in cui prepara il corpo alla lotta.

Di primo acchito non fu facile. Dando un’occhiata da inesperto, sembrava che il Jerng si scostasse parecchio dalle dinamiche portanti del Muay come siamo stati abituati a vederlo.

Non nascondo la mia titubanza iniziale e non lo feci nemmeno allora.

Facevo decine di domande per provare a capire di cosa si trattasse, ma nulla. Continuavano a dirmi che dovevo solo praticare senza pensare. Dovevo sperimentare la “Thai Zone”. Consiglio che alla fine si rivelò efficacissimo!

Entrai in contatto proprio con Kru Nick, che, di fronte alle varie richieste, mi disse semplicemente “Non mi sento di risponderti. Quando sarai qui nel Lanna deciderò cosa fare”.

Nella totale incertezza di un contratto lavorativo che mi garantisse il visto BOI e senza la più pallida idea di cosa mi aspettasse, preparai le valige.

Era tempo di fare un salto quantico. Fu il tempo del Muay!

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