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Il Muay: Geometria Sacra in Movimento

Com’è stato descritto nell’Articolo sulle Origini, il Muay è l’antica disciplina di lotta sviluppata in Thailandia.

In passato è stata utilizzata per difendere la comunità dagli assalti dei predoni, in guerra, come mezzo di intrattenimento e come forma di educazione.

Il Muay utilizza ogni parte del corpo per attaccare e difendersi, mettendo in azione quei movimenti che rispondono alle caratteristiche biomeccaniche dell’Uomo.

Il Muay si ispira alla Geometria Sacra

Una struttura che si identifica nella realizzazione di forme Triangolari e Spiraliche.  Illustri scienziati del calibro di Pitagora, Euclide e Fibonacci hanno dedicato una parte importante dei loro studi a queste figure universali.

I tratti tipici del Muay sono davvero molto simili a quelli del Pan Kratos (disciplina da combattimento adottata dagli Antichi Greci e Spartani). Si potrebbe ipotizzare un possibe scambio di conoscenze tra Occidente ed Oriente avvenuto nel periodo in cui Alessandro Magno visse in India.

Questo lascia intuire che le peculiarità sulle quali fa perno l’Arte del Combattimento ha un’età immemore e non identificabile.

Ciò che possiamo affrontare concretamente è l’aspetto didattico di questa disciplina, per comprenderne il graduale apprendimento.

La prima parte dell’addestramento è dedicata alla Postura e al Footwork. Molta attenzione viene prestata alla posizione dei piedi, alla distribuzione del peso, alla formazione dei principali archi di forza (leggi l’Articolo sulla Postura) e come tutto viene messo in movimento.

Una volta appresi i movimenti e le posizioni di base, si passa allo studio dei colpi (Striking). Nel Muay si usano mani, piedi, tibie, gomiti, ginocchia, testa e bacino per colpire, bloccare, pressare e/o destabilizzare l’avversario.

Lo studio dello Striking rappresenta una fase importante e abbastanza complessa

Il modo di colpire appare molto semplice ed intuitivo, e di fatti con la pratica costante lo diventa. Tuttavia interiorizzare gli automatismi per infliggere questi colpi con precisione e forza d’impatto richiede un duro lavoro.

 

Geometria Sacra nel Muay

 

Idem per quanto riguarda lo sviluppo di coordinazione, cinestesia, riflessi proprio – esterocettivi e delle principali capacità motorie di cui necessitiamo in una contesa corpo a corpo.

L’efficacia dei colpi è proporzionale al potenziale espresso dall’intero corpo in movimento, nella misura in cui questo risulta economico e funzionale.

Siamo ben distanti dai movimenti coreografici spesso scambiati per realtà

La fase successiva è riservata all’apprendimento delle soluzioni più efficaci in termini di combattimento.

Come esercitare le combinazioni più consistenti, analizzare i vari cambi di livello, sperimentare le tipologie di timing e ritmo, per trovare il proprio e rompere quello dell’avversario.

Le estensioni del corpo che utilizziamo per colpire vengono impiegate anche per creare un ponte ed entrare in fase di Grappling. Fase determinante per eseguire pressioni, prese (Grap), leve di rottura e per proiettare a terra l’avversario (Take Down).

In questo caso vengono isolate tutte quelle situazioni per capire l’interazione del proprio corpo con quello dell’avversario. Nello specifico del grappling e delle proiezioni, è basilare lo studio sulla gestione dell’equilibrio e sulla direzione delle forze.

Dal momento in cui l’obiettivo principale del Muay è quello di terminare l’avversario nel minor tempo possibile, in questa disciplina il grappling ha un ruolo importante ma non “centrale”. Si preferisce mettersi sempre nelle condizioni di portare uno striking efficiente e risolutivo.

Per queste caratteristiche, il Muay è una disciplina davvero particolare. Si presta molto bene tanto per lo sviluppo di un corpo istintivo e reattivo in risposta ad un’aggressione personale, quanto nella preparazione agli Sport da Combattimento come Muay Thai, K1 ed MMA.

Soprattutto per le Mixed Martial Arts, il Muay tradizionale (appreso ed allenato secondo le sue funzioni originarie) è un sistema adatto alla realizzazione degli schemi motori indispensabili per questa gara sportiva.

La preparazione al combattimento nel Muay è strutturata per predisporsi ad una moltitudine di casi, dinamiche che il più delle volte si presentano in maniera caotica ed imprevedibile.

È opportuno comprendere che allenare tecniche standard e prestabilite non rappresenta una strategia intelligente.

Il Muay dispone il corpo psicofisico in maniera tale da adattarsi a differenti eventualità: non presenta risposte fisse né assolute.

Vediamo alcuni dei diversi modelli di esercitazione che vengono adottati dal Muay.

  • Condizionamento Fisico – senza il quale non è possibile parlare di combattimento.
  • Movimenti a Vuoto – grazie ai quali si prende confidenza con il proprio corpo, si individuano i punti di forza, si lavora sull’equilibrio, etc.
  • Movimenti in Coppia – Clicca e Guarda un Esempio .
  • Striking a bersaglio fisso e mobile.
  • Riflessi e Precisione al Pendolo – anticamente costituito da uno o più lime sospesi ad un ramo.
  • Sensibilità Tattile – per la gestione delle forze in clinch e grappling.
  • Sparring – costruito per livelli.

Ognuna di queste fasi richiede una cura meticolosa e dettagliata, che analizzeremo in maniera chiara e graduale.

Sono passaggi attraverso i quali è possibile individuare il proprio potenziale, che ci mettono nelle condizioni di poterlo spendere al meglio nelle diverse situazioni di combattimento e nella vita di tutti i giorni.

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