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Muay Jerng: il primo Allenamento #2

Non perdere la Prima Parte Muay Jerng: il primo allenamento!

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Se i primi 20 minuti di allenamento mi avevano fatto tremare le gambe, ciò che invece venne dopo mise in discussione tutto il lavoro tecnico svolto fino a quel momento.

Prima di entrare nel vivo della formazione, Kru Nick mi chiese di mostrargli alcuni movimenti a corpo libero e con bastoni. Voleva capire il punto di partenza e come impostare il training.

Il risultato potete immaginarlo da voi.

“Sei molto coordinato, hai equilibrio, forza e sei molto allenato. Tuttavia il Muay e la Scherma Antica Thailandese hanno ben altre caratteristiche che capirai man mano che approfondiremo l’argomento. Si tratta di un lavoro dettagliato che inizierai a comprendere soltanto quando il tuo corpo e la tua mente cominceranno a cambiare.” – Kru Nick

 

Muay Jerng - il Primo Allenamento in Thailandia

 

Non potevano esserci dubbi, avevo già visto quell’uomo all’opera e i suoi movimenti erano ben impressi nella mia mente.

Sapevo ciò che andava fatto e non potevo minimamente permettermi di impiegare energie per combattere con parti di me che non volevano lasciar andare il passato.

Non era la prima volta che mi trovavo di fronte a decisioni importanti

Davanti all’ennesimo film fantasioso che volgeva al termine, in un preciso istante, presi la palla al balzo per uscire nuovamente dalla mia zona di comfort ed iniziare una nuova scalata verso una maggiore consapevolezza.

In realtà avevo già deciso il da farsi quando vidi le lame di Kru Nick disegnare l’infinito nel vento. Una manifestazione durante la quale quel suono arcaico, scandito da cimbali e tamburi, m’incatenava all’istante vivo. Era esattamente il momento di agire.

Quel giorno continuammo a lavorare per altre tre ore. Mi furono impostati nuovi parametri, nuove posture con un baricentro decisamente più basso ed un assetto molto più compatto.

Rivisitammo tutto lo striking di base. Ogni colpo portato conservando la struttura diamantina tipica di questa disciplina. Calci, pugni, gomiti, ginocchia.. bisognava resettare ed iniziare con pazienza dalle fondamenta.

In seguito Kru Nick cominciò ad istruirmi sul footwork e sulle tecniche “Mae Lai” (Guarda il video). Queste ultime mi ricordavano molto il lavoro che diversi anni prima avevo svolto con il Qi Gong ed il Tai Ji Quan.

Rispetto alla parte che cura le doti specifiche deputate al combattimento nudo e crudo, queste sezioni sono caratterizzate da movimenti lenti ed armonici che vengono eseguiti secondo una sequenza dettagliata

Riproducono momenti significativi della mitologia e della cultura locale con la funzione di fluidificare il corpo. Donano la capacitá agire abilmente all’interno di una metrica biomeccanica ben precisa.

La lezione non poteva terminare senza una delle pietre angolari che formano un combattente: lo Sparring

Tre round nei quali Kru Nick voleva osservare la mia impostazione, il modo in cui mi muovevo e come reagivo psicologicamente ai diversi attacchi.

Per tutto il tempo è sempre rimasto basso e compatto, offrendomi davvero pochissimi varchi. Mi diede una visione diversa del Muay Tradizionale, con molti nuovi spunti, soprattutto “spuntoni” in ricezione: gomiti e ginocchia sui quali si infrangevano i miei colpi!!!

I suoi passi erano precisi e millimetrici, ad ogni mio spostamento sapeva esattamente dove muoversi. La sua azione era costante e priva di premeditazione. Non era tanto la capacità di portare e assorbire i colpi, quanto invece la piena padronanza del proprio corpo durante l’impeccabile esecuzione di determinati schemi motori.

Da una parte s’intuiva palesemente la quantità di lavoro e di esperienza alle spalle, e dall’altra una qualità tecnica di alto livello. Resilienza e consistenza per me del tutto nuove e che mi introducevano ad una nuova dimensione di apprendimento.

Un momento di meditazione e la pulizia del luogo dell’addestramento chiusero cosi il mio primo giorno di allenamento nel Muay Jerng, segnando un momento cruciale per quello che diventerà il mio standard quotidiano da lì in avanti.

Questa prima sessione aprì senza ombra di dubbio un varco tra le mie vecchie convinzioni

Una breccia che risulterà molto determinante per il proseguimento nella disciplina del Muay, tra alti, bassi ed una miriade di vicissitudini.

Trovandomi nelle condizioni di dover ricominciare tutto da capo, necessitavo di un cambiamento ben netto e marcato.

Il modo in cui esprimiamo il nostro corpo attraverso il flusso delle nostre emozioni è un ottimo mezzo di comprensione della nostra personalità. Con la mente pensiamo di essere una cosa mentre poi in “movimento” ne mostriamo un’altra.

Se facciamo attenzione a questo tratto, potremmo renderci conto che l’incontro tra due combattenti è identico al dialogo che può avvenire tra amici, colleghi e partners. Casi in cui l’incoerenza, la disattenzione, l’aggressività, la scarsa autostima, la paura, etc. rappresentano soltanto l’apice dell’iceberg di un possibile conflitto.

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