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Muay: Rituali di una tradizione millenaria #2

Non perdere la Prima Parte sui Rituali nel Muay.

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La tradizione del Wai Kru e del Ram Muay

In Thailandia ci sono 3 forme cerimoniali di Wai Kru.

  1. Iniziazione come studente. Una volta avveniva dopo aver attentamente osservato la condotta, le intenzioni e le caratteristiche fisiche di chi richiedeva l’addestramento. Questo periodo durava circa un anno.
  2. Come omaggio annuale. Vengono offerti doni, mostrate le qualità tecniche apprese durante l’anno passato, etc.
  3. Iniziazione come Insegnante. Avviene a discrezione del Maestro dopo diversi anni passati insieme senza alcuna interruzione. Soprattutto dopo aver realizzato tutte le attitudini, umane e marziali, per proseguire la tradizione.

Il Wai Kru è un aspetto caratteristico della cultura thai. Un modo per mostrare rispetto alle divinità, ai maestri, alla disciplina e alla cultura. È un veicolo attraverso il quale la mente viene addestrata a tutto ciò che si andrà a praticare, come guerriero e come parte della comunitá.

Questa cerimonia genera un legame indissolubile tra i componenti del gruppo, siano essi monaci, insegnanti, genitori, fratelli, etc. Una struttura all’interno della quale ognuno riceve il supporto necessario alla propria realizzazione, come combattente e come essere umano. Dopo questa cerimonia, i partecipanti diventano parte di una grande famiglia. Uno spirito che ha consentito a questo Paese di superare momenti davvero terribili.

Esiste una ulteriore forma cerimoniale rappresentata dal Ram Muay

Si tratta di una Danza Marziale Rituale che veniva utilizzata in diversi contesti e che rivestiva i seguenti significati:

  • Rispetto al Re e ai Maestri
  • Ricordare gli Antenati
  • Addestrare la Mente
  • Demoralizzare l’avversario
  • Accertarsi delle condizioni del terreno e della direzione del Sole
  • Osservare punti di forza e di debolezza del praticante
  • Riscaldamento

Ogni stile di Muay possedeva la propria forma di “Ram” in base alle sfumature culturali di provenienza. Nel Lanna si chiama “Fon”. Quindi nel caso del Muay Jerng, sviluppato nel Nord della Thailandia,  si chiama “Fon Jerng”.

Sia nel Regno del Lanna che in quello del Siam si è sempre utilizzata la musica durante questi contesti. Questa consentiva al praticante di restare focalizzato sul momento e prepararsi allo scontro o ad un test con il proprio maestro.

I principali strumenti musicali sono costituiti da percussioni, particolari cimbali e strumenti a fiato che ripetono ciclicamente frequenze specifiche per sostenere la pienezza esecutiva del rito.

I movimenti sono lenti, molto fluidi ed equilibrati. Mimano le gesta della mitologia locale, che varia di zona in zona, ed altre posture vengono eseguite in base alle caratteristiche specifiche dello stile praticato.

 

Wai Kru

 

Curiositá

A volte accadeva che tra due contendenti che si apprestavano allo scontro, uno dei due rinunciasse alla lotta dopo aver assistito al Ram Muay dell’avversario. Avendone intravisto il potenziale riteneva che avrebbe perso a priori.
Oppure poteva capitare che i due si ritrovassero ad eseguire il Ram Muay dello stesso stile e per correttezza rinunciavano alla lotta ancor prima di cominciare.

La matrice di queste tradizioni è prevalentemente Buddista, corrente Teravada.
Come la stessa meditazione che deve accadere e non essere premeditata, l’esecuzione non prevede nessuna specificità sulla tipologia di respiro o pronuncia di chissà quale formula. La recita dei mantra resta una prerogativa dei monaci in preghiera, oppure durante il cerimoniale del Wai Khru, oppure ad inizio e fine lezione.

Durante l’esecuzione tutto deve avvenire naturalmente, nessuna separazione o azione “accomodante” per ottenere la postura successiva. Il peso è distribuito su ambo le gambe ed i movimenti avvengono simultaneamente.
Tutto ciò che c’è da fare è Essere il Movimento, cioè tutto ciò che fa la differenza, Vedere le Cose Come Sono.

Nella disciplina del Muay, lo studio del “Ram” è una delle ultime cose da imparare. Dovrebbe essenzialmente essere preceduto da un profondo addestramento nelle arti marziali. Questo richiede anni di allenamento sul posto e senza soluzione di continuità.

La mancanza di questo presupposto renderebbe questa pratica non qualificabile da un punto di vista antropologico, vuota di significato umano/metafisico, priva di connessioni con la stessa tradizione e senza alcun obiettivo.

Conclusioni

Quanto appena descritto rappresenta una componente essenziale per il praticante di Muay. Senza questi elementi è letteralmente impossibile entrare nel vivo della disciplina.
L’esecuzione corretta di questi riti, la conoscenza dei significati gestuali, i luoghi nei quali acquisiscono il giusto senso, la costante dedizione per i risvolti marziali più pratici rappresentano per il praticante un potente mezzo per la propria evoluzione. Consente di conoscere ed aderire a ciò che siamo, senza indossare maschere.

Significa appropriandosi della propria mente e direzionarla nel verso delle proprie competenze e non secondo il potere altrui.

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