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Muay Thai Boran: Miti da Sfatare – Parte 2

Nel primo articolo relativo ai Miti da Sfatare sul Muay Thai Boran abbiamo visto come, quest’antica arte marziale, sia molto piú di un banale corollario commerciale costituito da forme, tecniche prestabilite, cinture, amuleti, folklore, etc.

Questa volta, invece, voglio parlarti dei “complementi d’arredo”. Ossia di tutto ció che alimenta un marketing volto alla monetizzazione e al proselitismo.

Tengo sempre a precisare che il mio unico intento é quello di offrire informazioni tangibili, a partire dalla mia direttissima esperienza formativa.

Non c’é assolutamente la minima intenzione di offendere o fermare ogni forma di business in atto; ognuno si senta libero di praticare e vivere determinate cose in accordo con le proprie convinzioni e propensioni personali.

Sulle Gare/Campionati Mondiali di Muay Thai Boran e Scherma Antica Thailandese

I combattimenti piú cruenti di Muay Thai (non propriamente Antico) si sono conclusi durante gli anni ’20 del secolo scorso.

Dopo la morte di un atleta durante un match, avvenuta precisamente nel 1926, il Re vietó definitivamente ogni tecnica potenzialmente letale all’interno dei contesti sportivi.

Di conseguenza, ad oggi, si può serenamente escludere la presenza di possibili competizioni ufficiali nelle quali ci si può confrontare utilizzando il Muay Thai Boran cosí com’é stato concepito. Indipendentemente se, in alcuni match, i fighters intrecciano i cordini alle mani.

Se i dubbi riguardo alla collocazione sportiva del combattimento a mani nude  sono pari allo zero, per la contesa con armi bianche bisogna davvero essere molto… ehm, come dire… particolarmente e volutamente fantasiosi.

Tra il 1700-1800 circa, con l’avvento delle armi da fuoco, le armi bianche finalizzate alla guerra abbandonano lo scenario della pratica all’ultimo sangue.

É del tutto insensato pensare che esistano (o siano esistite in epoca contemporanea) gare dov’é consentito un equipaggiamento fatto di lame reali… per giunta affilate!

Pare altrettanto logica l’infondatezza oggettiva di un argomento che ha suscitato l’interesse di molti praticanti; gli stessi che si sono avvicinati a questa disciplina con un certo grado di tenera ingenuitá.

In tal senso, non é MAI esistita alcuna competizione ufficiale, se non teatri/ricorrenze locali fatti per intrattenere popolo e turisti. Si tratta di movimenti plateali, ampi, prestabiliti e, ovviamente, ben calcolati per rievocare le grandi battaglie storiche.

Da qualche anno hanno preso piede i “Giochi” Nazionali, all’interno dei quali é possibile cimentarsi in competizioni standardizzate.

Per il combattimento a mani nude parliamo di una contesa molto regolata, dove i partecipanti indossano caschetto, corpetto, gomitiere, etc. Non é minimamente paragonabile alla durezza del Muay Thai Sportivo ed enormemente distante dal Muay Thai Boran…

Per il simil – combattimento armato si adottano protezioni da scherma e le spade vengono rappresentate da bastoni in gomma molto leggera e attutibile. Sarebbe davvero fuorviante stilare paragoni con un contesto reale di lotta.

Muay Thai Boran

Sulle Federazioni classificate come “Governative” e le Multinazionali del Muay Thai Boran

Partiamo dal presupposto che, in Thailandia, tutto é istituito su base monarchica. Quindi, tutto ció al quale é consentito “esistere” lo é grazie al benestare incontestabile del Re.

Da questo punto di vista, quando si capì che il Muay potesse rappresentare una forma seria e concreta di sostentamento, il Re non impose molti limiti al riguardo. Ogni buon governante l’avrebbe fatto, pur di offrire una palpabile fonte di reddito lì dove regna ancora molta povertà; a maggior ragione quando il destinatario é il Farang (forestiero).

Uno straniero in visita non é un semplice turista porta soldi, ma un’ottima occasione di visibilitá. Quanti piú ne arrivano, tanti altri si cerca di trattenere, specie quando, al loro seguito, ne arrivano altri ancora.

Possiamo ben immaginare l’evoluzione in scala di questo fenomeno dovuto proprio alla divulgazione delle arti marziali. Palesi ed evidentissime speculazioni… a fior di tasca insomma.

Accogliere lo straniero volenteroso, ricco di “propositi e idee innovative”, ha donato spunti fondamenali per monetizzare e creare una risonanza tale da inscenare un vero e proprio reality show, dove ognuno si convince e cerca di convincere il prossimo su questioni inesistenti e inconsistenti.

Seguendo questa logica, una volta capito che il solito meccanismo “divisa, cintura, esami, diploma, etc.” funzionava, é stato un attimo ed il Muay Tradizionale ha contratto la stessa patologia che ha colpito molte altre discipline di settore.

Grazie a questo processo, nacque così il Mc Muay Thai Boran, con tanto di enti “certificati e assicurati” che spuntano quotidianamente dal nulla, fondati sui soliti mix di tecniche e conditi dalle solite leggende mistiche.

Per tutti i motivi elencati sino ad ora, tra il primo ed il seguente articolo, non esiste alcun “Associazione/Ente/Federazione” che possa garantire al 100% la veridicità dei contenuti di questa arte marziale. Sul “packaging”, invece, hanno fatto un lavoro grandioso.

Assodate le caratteristiche degli stili principali di Muay Thai Boran, non resta altro che ricercare e sperimentare. La fine delle credenze pone fine a parte del sistema, per la parte restante spetta al singolo… e al suo buon senso.

Sulle Famiglie Marziali

Molti, anche in oriente ( 😅 ), hanno compreso che una cospicua fetta del genere umano sviluppa tendenze maniacali nei confronti della famiglia ed i relativi valori di contorno, menzionati proprio per potenziare il livello di suggestione e delle associazioni mentali.

D’altronde, eccezioni escluse, molti occidentali ammetterebbero (a sé stessi o ad altri) la presenza di problemi familiari che hanno poi generato diversi tipi di frustrazione e/o episodi di depressione.

L’identificazione è un grande spauracchio, specie quando si parla di arti marziali, yoga, meditazione e così via.

Nessun Maestro che si reputi tale inviterebbe un allievo ad identificarsi con uno status/logo/simbolo.

Ps. Ad oggi, quanti maestri “conclamati” al mondo esistono? Quanti di loro sarebbero pronti a perseguire la “Libertà Imparziale” del praticante? Si aprirebbe un varco incolmabile… 😉

Il proselitismo è un’arma senza eguali, un tipico must negli ambienti religiosi, politici ed economici.

É un potente mezzo esercitato attraverso tecniche di persuasione che lavorano con persistenza martellante sul registro emotivo dell’utente.

Se c’è una famiglia è quella dove sei nato e/o cresciuto. Nel bene o nel male, è una parte importante della tua vita.

Nella migliore delle ipotesi ti supporta, nella peggiore delle variabili ti ha reso guerriero, ti ha mostrato cosa non vuoi per la tua esistenza e ti offre la possibilità di realizzare la tua visione di “famiglia”, magari partendo dal tuo equilibrio e non dalle tue nevrosi. Nessuna scusa.

Detto questo, bando alle ciance, la sveglia sta Tuonando… riesci a sentirla?! Ci chiama..

Nessuno camminerà nelle nostre scarpe assumendosi le responsabilità delle quali soltanto noi possiamo farci carico.

 

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