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Sparring Time: giù le maschere, è tempo d’imparare

Lo Sparring è uno degli esercizi fondamentali nelle arti marziali.

È il momento in cui ci si confronta apertamente nella disciplina del combattimento.

Nonostante le differenze di opinioni, sono in molti ad essere d’accordo che di fronte allo sparring molti preconcetti vanno dissolvendosi come neve al sole.

Nel settore delle arti marziali dette tradizionali, quando si inizia a parlare di sparring alcuni iniziano a storcere il naso. In questi frangenti, dalle loro espressioni, è possibile scorgere una sorta di inquietudine e disagio.

Altri invece, gia col fiatone e gli occhi raggianti, non vedono l’ora di riversare rabbia ed angherie sul partner di allenamento.

Altri ancora affermano di non poter partecipare a questo esercizio in quanto non possono affondare le loro tecniche mortali: “troppo pericoloso”.

Insomma non si corre di certo il rischio di annoiarsi.. ce n’è davvero per tutti i gusti!

È esattamente come quando si parla di Rivoluzionare il Sistema

Sulla carta siamo tutti fervidi guerrieri, e alla fine.. “ma io ho il mutuo della macchina, devo portare mio figlio a scuola,  pagare l’affitto e la bolletta del gas”, “se mi muovo io poi sarei costretto ad ammazzare tutti, meglio che stia fermo”, etc.

D’altra parte c’è chi non riesce ad esimersi dal commettere atti di mero vandalismo misto a delinquenza di quart’ordine.

Nel frattempo la situazione dentro e fuori di noi rimane quella di sempre. Vi dice nulla?

Purtroppo o per fortuna, lo sparring è tutt’altra storia e non ha nulla a che vedere con quanto è stato detto sopra.

Per capire meglio questo aspetto dovremmo fare un salto in natura. Vi è mai capitato di guardare un documentario sui leoni o sui lupi?

Avrete di certo notato la ferocia che questi animali sono in grado di esprimere. Eppure vedendoli da cuccioli non ti aspetteresti mai un’evoluzione del genere. Giocando giocando sviluppano tutto quello che serve per sopravvivere.

Il Gioco (origini e significati pari al termine “yoga”) sembra quindi collocarsi come il nucleo di partenza di ogni cosa.

Anche se in teoria sembriamo possedere visioni oggettive e soggettive su tutto, la pratica ci ricorda quanto la realtá possa essere burlona e terribile al contempo.

La maggior parte delle tattiche da guerra (e di marketing) è studiata secondo la psicologia del tempo di appartenenza

Ogni buona strategia viene messa a punto proprio in base alle reazioni emotive che può suscitare.

Ma prima di parlare di un grande conflitto, dovremmo essere disposti ad osservarci nelle piccole vicende che spesso diamo per scontate.

In questo senso si colloca lo sparring.

Lo sparring non è un match e nemmeno la nostra occasione per dimostrare che siamo in grado di salvare la pelle.

 

Sparring

 

Questo esercizio va preparato ed approfondito rispettando diverse fasi, disciplinando ed affinando le nostre attitudini.

Immaginiamo lo sparring come se fosse un cercatore d’oro all’opera con il suo setaccio. Inizia a selezionare con perizia tutto il materiale raccolto; va per esclusione, toglie tutto cio che non serve.

Un lavoro che non darebbe mai alcun frutto se non si conoscesse dove e cosa cercare, come e quando muoversi. Richiede tanta calma ed una notevole resilienza.

Ipotizziamo invece che il cercatore d’oro inizi a spazientirsi. Comincia a sbattere i piedi per il nervosismo, agitando ancor di più la terra sottostante.

Non riesce a concentrarsi, la vista diventa confusa, getta via il setaccio ed inizia a scavare con le mani, nella speranza di trovare una bella pepita d’oro puro.

Avete presente la scena? Sembra proprio che – oltre al dispendio pazzesco di energie – il nostro caro cercatore si stia affidando al caso.

Lo sparring rappresenta una grandiosa opportunitá per comprendere meglio il nostro atteggiamento e quello del compagno che troviamo di fronte

È un’ottima possibilitá per “iniziare” a rendere dinamico il lavoro svolto in precedenza, mettendo insieme capacitá fisiche, mentali ed umorali.

In questa modalitá ognuno può comprendere la strategia più adatta alle proprie caratteristiche. Ognuno può notare tutti i limiti legati al modo in cui ci si allena, e può individuare le correzioni da apportare al training, da solo e con l’aiuto del proprio allenatore.

D’altro canto è sempre cosa buona ribadire l’inutilitá pratica di allenare tecniche prestabilite.

Se negli sport da combattimento è un problema in gran parte superato, nelle arti marziali tradizionali (specie quando decentrate dai loro paesi di origine) possiamo intravedere vere e proprie “voragini” nel programma di apprendimento.

Quello dello sparring è un iter crescente: respirare un colpo per volta, un round dopo l’altro, timing, ritmo e tantissima ripetizione. Nessun rush, nessun colpo di testa, non serve mettere forza ne tantomeno mostrare alcunchè. È un esercizio. Guarda il video

Spesso mi confronto con altre persone che sono passate dalla Thailandia per allenarsi nel Muay Thai

Molti dicondo “Andrea quanto è bello vedere i thai quando fanno sparring.. veloci, compatti, rilassati, si divertono e non si fanno male”. Eppure gli stessi interlocutori sono coloro che schizzano alla sola parola “sparring”.

Tra professionisti questo ovviamente non accade, ma è anche vero che c’è una grande spaccatura con il settore dilettantistico ed amatoriale.

Un divario che è dovuto anche dal fiorire di centinaia di istruttori che non hanno mai avuto modo e tempo per cimentarsi in un processo di apprendimento a 360°.

Per questo motivo è sempre un buon momento per imparare, e lo sparring serve proprio a questo: “IMPARARE”, da se stessi e dagli altri.

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