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Zen e Allenamento: Senza le Basi dimentichiamoci le Altezze!

Zen e Allenamento, un binomio ancestrale dal sapore attuale.

“Ma come, nell’Era degli Arredi per Tunnel c’è qualcuno che ancora parla di Basi? Follia!”

Nel campo dell’allenamento sorgono ogni giorno nuove fantastiche teorie, sempre più appetibili ed invitanti.

Giostre innovative per tutti i gusti e per tutte le taglie, pur di non affrontare la verità. Ossia che ogni disciplina riguardante l’educazione fisica, sportiva e marziale ha i propri pilastri.

E’ bene comprendere che la parola “Base” non è un preconcetto, ma un dato analitico come il mutamento ciclico della natura.

Sebbene la natura cambi spesso nel corso dei secoli, conserva tratti netti e indelebili. Quindi le si riconosce un nucleo di base ed espressioni tipiche che ci raccontano della sua grandezza.

Molti amano il calcio. E nel calcio ci sono componenti fondamentali, senza i quali non si potrebbe nemmeno parlare di questo sport: parare, tirare, stoppare la palla, etc. Concetto esteso a tante altre attività.

In oltre 20 anni di esperienza in allenamento ne ho sentite davvero di tutti i colori.

“Hai sentito parlare di quello stile di difesa personale adottato dai militari?”, “E di quel nuovo modo di allenarsi con gli elastici?”, “Vieni ad allenarti anche tu al box stasera?”…

Zen e Allenamento: parlando di fondamentali

Ero piccolino quando entrai per la prima volta in una palestra. Come tanti, ero pieno di sogni e proiezioni, schiavo di un sistema basato sul consumo e non sull’esperienza.

Volevo fare tante cose: far crescere i muscoli, muovermi come l’attore Bruce Lee, picchiare duro…

Ma ero cifotico. E prima di iniziare a fare ciò che mi piaceva, dovetti dedicare molti mesi alla cura della postura.

Ripetevo 3 volte al giorno per 7gg a settimana sempre gli stessi esercizi. Non si parlava ancora molto di osteopatia, di yoga o di pilates, solo semplici e noiosi esercizi di educazione fisica, che funzionarono alla grande!

Allora iniziai ad entrare nel vivo della cultura fisica e delle arti da combattimento. Per diversi anni sperimentai varie modalità di allenamento fisico ed altrettante discipline marziali.

Più andavo avanti e più notavo che il nostro atteggiamento era quello di non accettare mai di “stare nelle cose e affrontarle per come sono”. Ogni volta spuntava il pasto perfetto, l’integratore rivoluzionario, un nuovo esercizio del quale non si poteva fare a meno…

Ci fu il tempo del karate, poi del Kung Fu, del Muay Thai, del Kettlebell, i Riti Tibetani, il Funzionale, etc. Col tempo capii che il nostro problema scaturiva naturalmente, proprio come la nostra condizione.. umana.

La continua ricerca del piacere e di ciò che non si ha, ripudiando tutto ciò che risulta ripetitivo, spiacevole e fastidioso.

zen e allenamento

Zen e Allenamento: la cultura fisica

Dopo svariati anni di credenze, sperimentazioni e fallimenti, presi i 5 esercizi di base e mi concentrai unicamente su questi. Forza e Resistenza crescevano armonicamente al pari delle masse muscolari: era fatta.

Sulla base di questo allenamento minimalista, la mia mente diveniva man mano più concisa. E, dopo aver sollevato tonnellate di ghisa, compresi che la nostra natura, infondo, non richiede quello sforzo disumano.

Così ricominciai ad apprezzare il Movimento Libero, quello dal quale ero partito. Parte integrale dell’uomo da millenni, e che non è assolutamente un’invenzione contemporanea.

Reminder – Molti esercizi che oggi spopolano sul web (sotto svariati marchi) esistono da tempo immemore, soprattutto nel campo delle arti marziali.

Zen e allenamento: le discipline da combattimento

Appare abbastanza evidente il divario tra chi cerca sempre l’alternativa al problema e chi invece pratica costantemente la soluzione.

Portare un jab o eseguire un passo migliaia di volte fino a dimenticarsi di esistere è troppo vero, duro e noioso da fare. Troppo pericoloso assumersi la responsabilità di diventare forti per davvero, ed avviare il processo di disillusione.

Meglio raccontarsi una bella storia esotica fatta di incensi, miti, tecniche alla Tekken Style e divise colorate pur di non fronteggiare le proprie lacune, osservare l’inesorabile flusso del tempo, diventando realistici e “autentici”.

Meglio fuggire e nascondersi piuttosto che restare a combattere, e magari “morire”. Il tramonto dell’ideale e l’alba dell’azione: spaventa chiunque, soprattutto chi ama apparire come il saggio e il duro della situazione.

Zen e allenamento: yoga & company

“Ma come, non hai fatto la forma dello scorpione?E il qi gong dei 5 animali? Niente tantra?…”.. e semplicemente non accettare mai lo sforzo di allenare postura, respiro e movimento in maniera naturale, costante ed approfondita.

Molti schizzano, vanno in escandescenza, non ce la fanno, abdicano in favore “della nuova pratica, del nuovo allenamento”. Mille forme e stili ma non riescono ancora a tenere ferma la mente.

Zen e Allenamento: Come, Quando e Perchè i Fondamentali Funzionano

I fondamentali costituiscono l’anima di una disciplina. Ipotetiche evoluzioni, sincretismi e riassunti rappresentano soltanto una riduzione della verità, ignorando la vastità del suo potenziale.

Questo assume dimensioni importanti quando si parla del corpo umano e di come questo interagisce con l’attività mentale.

La nostra epoca vive, nutre e si cura del corpo in maniera totalmente innaturale.

Respiriamo e mangiamo veleni. L’esercizio fisico viene quasi sempre vissuto come momento di performance e l’umore è quasi sempre su di giri.

Si eccede spesso in un senso o nell’altro, senza mai trovare il giusto equilibrio tra pensare – dire – fare – realizzare – disimparare – ricominciare.

Lavorare sui fondamentali alimenta un atteggiamento sotteso all’ELIMINAZIONE DI TUTTO CIO’ CHE NON SERVE

Questo accade perchè eseguire un esercizio di base richiede molta concentrazione ed impegno psicofisico.

Differenza molto chiara se prendiamo in esame il confronto tra lo squat (esercizio fondamentale) e le alzate laterali con i manubri per le spalle (esercizio complementare). Provare in prima persona è molto meglio di una spiegazione tecnica.

I fondamentali iniziano a trovare spazio quando, anche solo per un attimo, il praticante ha percepito la volontà interiore di vederci chiaro, di andare fino in fondo. Dopo spetta solo a lui. La complicità di un allenatore può essere determinante, ma la scelta è personale.

Il Corpo. Tre passaggi inevitabili: 1. sofferenza fisica, 2. super compensazione, 3. economia di movimento.

La Mente. Resta sempre più centrata sul pezzo nonostante il flusso costante dei pensieri. Diventa gradualmente stabile incentivando la calma e la presenza, indipendentemente dalle circostanze.

L’Umore. Quando corpo ed attività mentale sono in armonia, l’umore è relegato semplicemente alla nostra natura d’insieme. Ognuno ne possiede uno, e non lo scopriamo fino a quando non facciamo “pulizia”.

Quando questo incontro accade, smettiamo di dipendere dalle cause esterne, ed assumiamo la nostra reale identità.

Per ogni fondamentale allenato muore un maestro e viene al mondo un praticante

Come riconoscere l’insegnante che si dedica con zelo alle basi e ai fondamentali??

E’ compito tuo scoprirlo!

 

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